IONOI – La Mappa della Diversità

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16 febbraio 2017 di matteoricciugatti

Dal 30 gennaio al 2 febbraio 2017 si è svolto il secondo laboratorio formativo dedicato agli studenti e alle studentesse, in ciascuna delle sette classi del Liceo della Scuola Statale Italiana di Madrid coinvolte nel Progetto di formazione e convivenza IONOI. Ogni laboratorio, della durata di due ore, è stato proposto nelle tre prime, nelle tre seconde e nella terza B, durante l’orario scolastico.

L’incontro – dal titolo La mappa della diversità – ha fornito strumenti di analisi e riflessione per la costruzione e de-costruzione dell’identità, in una prospettiva integrale, che include e mette in evidenza distinte componenti identititarie che contribuiscono alla formazione della persona: età, origine, razza/etnia, sesso/genere, identità di genere, orientamento sessuale, classe socio-economica, religione, stato di salute, diversità funzionale.

Si è nuovamente confermato come ogni identità sia in continuo cambiamento e che tutto il processo di analisi e confronto sia valido solo nel nostro contesto culturale, qui ed ora, a Madrid nel 2017.

Ogni incontro si è aperto con un dialogo per verificare l’esperienza vissuta nel primo laboratorio, Aprendo le Finestre. Si è così voluta ribadire l’importanza dell’empatia per accogliere i vissuti delle altre persone e introdurre la chiave di lettura inter-sezionale che permette di riconoscere la logica del pregiudizio, che è alla base di tutte le possibili differenti discriminazioni. Avendo come obiettivo finale l’accoglienza di tutte le diversità.

È necessario insistere sull’importanza della comunicazione tra pari, sperimentata nell’attività del Bazar delle Emozioni del 1* incontro, perché generalmente i ragazzi e le ragazze hanno difficoltà nel far “atterrare” alla vita quotidiana i conflitti sociali che riconoscono e vivono. La soluzione dei conflitti è a portata di mano, si può conoscere la diversità e superare le proprie paure e i pregiudizi, semplicemente raccontandosi e ascoltando attivamente. Questo processo-chiave dà valore al percorso del progetto, che si fonda sulle dinamiche di comunicazione in gruppo, ma deve essere continuamente alimentato attraverso opportunità e attività di apertura e confronto guidato tra adolescenti.

Per questa ragione, in ogni occasione possibile, si sono valorizzate le espressioni emotive in gruppo e sono state rafforzate quelle persone che generosamente si sono aperte verso la classe, condividendo punti di vista e vissuti intimi. Inoltre c’è un bisogno appassionato di riconoscimento di tutte le relazioni affermative di fiducia e amicizia esistenti tra compagni/e di classe.

Dopo il confronto rispetto al primo incontro, si è proposta un’attività introduttiva di visualizzazione guidata, usando ancora il corpo come chiave di immedesimazione nella pelle dell’altro. Si sono proposti stimoli per avvicinarsi a persone di diversa età, identità di genere, origine, colore della pelle, salute, orientamento del desiderio.

Il gioco principale di questo laboratorio si chiama Un Passo Avanti e consiste in un’attività con aspetti teatrali, nella quale ogni partecipante si immedesima in una persona altra, cercando di empatizzare con un’esperienza di vita diversa dalla propria. A differenza del 1* incontro, dove ognuno metteva in gioco il proprio sentire, nel 2* si è voluto allargare l’orizzonte di identità, proponendo una serie di profili più varia e diversificata, per esempio in termini di età, origine e identità sessuali.

Ogni persona ha ricevuto casualmente un profilo di un personaggio, descritto brevemente con poche componenti o informazioni, quindi attraverso due momenti creativi (una serie di stimoli/domande individuali e un gioco di improvvisazione teatrale in coppia) ogni ragazzo/a ha “nutrito” il proprio personaggio con gli elementi che mancavano, inventando e trasformandolo/la in persona. Infine, si è chiesto di sperimentare in prima persona questo vissuto, lanciando una serie di domande che invitavano alla riflessione e alla consapevolezza emotiva, a cui si poteva rispondere solo affermativamente (un passo avanti) o negativamente (un passo indietro).

mappadiversita

Ecco alcune delle venticinque domande:

Non ti sei mai vergognato/a dei vestiti che portavi o della casa che avevi?

Sei cresciuto/a sempre con l’impressione di poter realizzare i tuoi sogni?

Hai una buona relazione con i tuoi genitori?

Non ti sei mai sentito/a a disagio per una barzelletta?

Ti è sempre piaciuto il tuo corpo?

Sei soddisfatto/a della tua vita affettiva e sessuale?

Al termine di questa ultima fase, si è aperta un’occasione di riflessione sulle ragioni per cui alcuni personaggi hanno fatto più passi avanti e altri più passi indietro.

Alla base di questo cammino c’è la necessità di dare strumenti di consapevolezza rispetto al sistema socio-culturale che crea identità normative che acquisiscono senza alcuno sforzo un privilegio e che, a sua volta, definisce una serie di identità non privilegiate, “minoranze” che possono essere oggetto di pregiudizi che possono far sorgere a loro volta discriminazioni.

Essere consapevol* di un privilegio non va vissuto come un peso, né con senso di colpa, anzi è un’opportunità per essere più responsabili e coscienti e lavorare insieme per creare una società più inclusiva.

A conclusione di ogni incontro, si è definita collettivamente l’identità prototipica privilegiata, che rappresenta una chiave di consapevolezza per le nostre azioni nella società. Il prototipo privilegiato in Spagna nel 2017 è un uomo bianco, adulto/giovane, cisgenere, eterosessuale, ricco, sano, normo-funzionale, cattolico, che viene dal e che vive nel centro di Madrid.

Nel corso del dibattito guidato, sono emerse varie osservazioni riferite alle varie componenti identitarie o al processo di immedesimazione.

Sessualità. In tutte le classi si è registrato un desiderio di parlare di sessualità e di affettività, in tutte le sue sfumature, un bisogno vitale di confrontarsi su questioni intime e un’accesa curiosità verso i temi della diversità sessuale. Lavorando in questa direzione, si dedicherà a queste tematiche il terzo laboratorio Il Bosco delle Sessualità, nelle classi seconde e terza.

Genere. La consapevolezza delle norme etero-patriarcali e addirittura la rivendicazione di ideali del femminismo segna in molte classi una spaccatura tra alcune studentesse (e pochi studenti) attive e coscienti della struttura sociale maschilista e circa una metà degli studenti che realmente appare ancora “acerba” per questo tipo di riflessioni.

Identità di genere. È emersa una difficoltà e alcuni timori a empatizzare con identità di genere non normative, però al tempo stesso un desiderio di conoscenza e di riflessione. Si è potuto introdurre la dicotomia Transgenere/Cisgenere per definire la corrispondenza tra sesso biologico assegnato e identità di genere. È importante dare un nome all’identità normativa (Cis) per significare che tutte e tutti siamo coinvolti in un aspetto del nostro essere. In alcuni casi è stato già necessario chiarire la differenza tra sesso, identità di genere e orientamento, uno dei temi in oggetto del terzo incontro.

Classe socio-economica. In tutte le classi la consapevolezza del privilegio relativo a questa componente era chiara e forte. Si è potuto evidenziare come il livello economico si intreccia strettamente con le altre componenti, rafforzando o indebolendo il sistema di risorse a disposizione.

Origine e razza/etnia. La dinamica del gioco è stata l’occasione per definire l’indipendenza di queste due componenti. Il colore della nostra pelle non definisce la  nostra nazionalità e, viceversa, il fatto di essere straniero non dà informazioni sulla razza, ma solo crea diversità in termini di diritti di nazionalità.

Diversità Funzionale. Si è discusso di differenti possibilità relative alla diversità funzionale, tanto rispetto alla mobilità, tanto alle possibilità di comunicazione. Si è voluto evidenziare come l’espressione e la formazione passino normalmente per il linguaggio verbale, escludendo quelle persone che preferiscono distinti codici, come l’espressione corporea, emotiva o artistica.

Rete relazionale. Nella costruzione dei personaggi, le risorse affermative più utilizzate sono state quelle relative alle reti relazionali, principalmente le amicizie e i rapporti sentimentali, ma anche la famiglia di origine e le conoscenze.

Esperienza Diretta e Stereotipi. Nel confronto finale si è richiesto ai gruppi quali risorse avessero utilizzato per creare e immedesimarsi nel proprio personaggio. In tutti i casi è stato condiviso l’opportunità di introdurre elementi di esperienza diretta e di valorizzare eventuali punti in comune o di usare esperienze indirette di persone conosciute. Dall’altro lato – quando il personaggio non lo permetteva – si è voluto evidenziare il naturale ricorso agli stereotipi culturali riferiti a una determinata identità.

Stereotipo VS Pregiudizio. L’uso degli stereotipi è neutro e permette di dotarci di una guida di comportamento in mancanza di esperienza diretta.

Quello che è fondamentale è non fermarsi ed essere disposti/e all’ascolto di nuove esperienze per poter arricchire la conoscenza della diversità umana e non cristallizzare il nostro pensiero, provocando il sorgere di un pregiudizio.

Matteo Ricci Ugatti

matteoricci.madrid@gmail.com

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