IONOI – Aprendo le Finestre

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29 gennaio 2017 di matteoricciugatti

Dal 16 al 20 gennaio 2017 si è svolto il primo laboratorio formativo dedicato agli studenti e alle studentesse, in ciascuna delle sette classi del Liceo della Scuola Statale Italiana di Madrid coinvolte nel Progetto di formazione e convivenza IONOI. Ogni laboratorio, della durata di due ore, è stato proposto nelle tre prime, nelle tre seconde e nella terza B, durante l’orario scolastico.

L’incontro di apertura – dal titolo Aprendo le Finestre, ispirato alla Finestra di JoHari sotto riprodotta – si è incentrato sulla conoscenza reciproca e sulla costruzione della fiducia necessaria per poter facilitare e stimolare la comunicazione tra pari nel gruppo classe.

finestrajohari2017

L’attività principale dell’incontro è fondata sull’arricchimento dello spazio di comunicazione collettivo, attraverso la proposta di due dinamiche.

Il FIORE dell’IDENTITÀ. Si è proposto ai ragazzi/e di auto-rappresentarsi individualmente riempiendo e colorando la sagoma di un fiore, attraverso diversi linguaggi (disegni, simboli, parole, citazioni,…), lanciando domande-stimolo. Successivamente ogni persona ha avuto l’opportunità di raccontare al gruppo alcuni elementi del proprio fiore. L’obiettivo è stimolare la necessità di raccontarsi e esprimere liberamente la propria identità al gruppo (dalla ZONA PRIVATA alla ZONA PUBBLICA), per dare sostanza e ricchezza ad ogni definizione e superare le etichette che ci sono imposte. Il valore della visibilità è una forma per regalare alle altre persone un nuovo punto di vista sul mondo.

IL BAZAR DELLE EMOZIONI. Si sono distribuiti nel centro del cerchio circa 50 cartelli con parole/emozioni e si è invitata ogni persona a riconoscere le diverse emozioni provocate dai racconti altrui, raccogliere la parola corrispondente e regalarla all’altra persona come parte della sua identità. L’obiettivo è favorire l’ascolto attivo e l’empatia verso i compagni e le compagne e fornire strumenti per restituire all’altra persona il proprio sentire rispetto ad un vissuto diverso (dalla ZONA CIECA alla ZONA PUBBLICA).

bazaremozioni

Tutto ciò è stato espresso e comunicato in cerchio, facendo risuonare collettivamente la forza di ciascuna relazione creata. Il gruppo moltiplica le risorse e crea una rete di sostegno e accoglienza.

Osservazioni sul primo laboratorio

SPAZIO. La prima osservazione rilevante riguarda l’opportunità comunicativa creata dal la struttura in cerchio, che favorisce il contatto diretto tra le persone. La classe non è abituata a guardarsi negli occhi, né a percepire una positiva vulnerabilità senza il riparo dei banchi; visivamente il gruppo prende forma come rete di relazioni e opportunità di scambio.

DIVERSI LINGUAGGI. Una difficoltà si è riscontrata nella fase di socializzazione iniziale nel proporre linguaggi di relazione differenti da quello verbale: sguardi, sorrisi, contatto fisico, gioco di improvvisazione. Il naturale imbarazzo nello sperimentare forme nuove di stare in aula si è canalizzato in risate e commenti liberatori, che però non hanno ostacolato il desiderio generalizzato di provare a cercare nuove forme di relazione.

GIOCO. La chiave per connettere con la proposta è stata in tutte le classi proprio il tema del gioco, come opportunità di apertura guidata dall’umorismo, dall’ironia e dal divertimento. Non è un caso che queste emozioni siano state tra le più utilizzate nei regali del Bazar, per marcare la fiducia e la complicità tra distinte persone. È emerso un desiderio di leggerezza e di allegria, come fonti di comunicazione e di scambio nutritivo.

LIBERTÀ. La riflessione sulla libertà è scaturita dalla possibilità di raccontarsi, senza norme definite e con distinti codici, attraverso l’attività del Fiore. Sempre è emersa una certa difficoltà nell’assumere questa responsabilità di auto-rappresentarsi e autodeterminarsi, senza codici normativi obbligatori.

ACCOGLIENZA. In quasi tutte le classi ci sono poche persone appena arrivate dall’Italia, che hanno condiviso con i loro gruppi il senso di accoglienza e il desiderio di integrazione nel nuovo contesto.

DUE LINGUE. È stato fondamentale l’uso delle due lingue nel corso degli incontri. L’Italiano rappresenta la lingua formativa, mentre per la maggioranza dei ragazzi/e lo Spagnolo è la lingua dell’affettività. In ogni classe si è cercato un equilibrio tra la necessità di facilitare l’espressione nella lingua più emotiva e l’inclusione di quei ragazzi/e che preferiscono l’Italiano, garantendo la traduzione in alcuni casi delle idee più complesse.

PASSIONE. Tra le emozioni più regalate, entusiasmo e passione sono legate generalmente allo sport, alla musica, ai viaggi o alle serie televisive che accomunano molti/e compagni/e. Quando i ragazzi condividono passioni artistiche, spesso queste sono state accolte da creatività e fantasia.

AFFETTO. Come una pioggia, sono state espresse emozioni di riconoscimento delle relazioni importanti all’interno del gruppo classe, affermazioni assertive che hanno fatto risuonare ulteriori relazioni di fiducia e amicizia. Con generosità le parole più usate sono state ascolto, empatia, ammirazione, affetto, felicità, amore, la propria fiducia, fino a bellezza e piacere.

IDEALISMO. In alcune classi sono stati evidenziati come importanti i valori del femminismo e della laicità, che hanno provocato un’onda positiva di rafforzamento attraverso regali di idealismo, forza, speranza e coraggio. Più in generale, è emersa la capacità di riconosce nelle varie classi la leadership a persone che esprimono con sincerità idee considerate non normative, marcate con regali di onestà, forza o capacità di rischiare. Appare diffusa una necessità di modelli assertivi da emulare tra coetanei/e.

CHIEDERE CON RISPETTO. In diversi casi, la necessità di conoscere più in profondità è emersa grazie a regali di sorpresa, curiosità o mistero. Sempre si è proposta e stimolata la possibilità di domandare con rispetto al compagno/a, quando si vuole approfondire una relazione, con la possibilità aperta di risposta.

CONFLITTI. In alcuni momenti sono emersi conflitti, come spazi di diversità. Il più rilevante è stata l’opposizione tra la speranza nelle cose in cui si crede e la tristezza nel non lasciare aperta la possibilità al cambio.

Si è guidato il gruppo verso l’importanza di esprimere tutte le emozioni, anche quelle considerate negative, come la rabbia e la paura, sempre in una comunicazione rispettosa e in ascolto.

Sono stati di fondamentale importanza le esperienze raccontate da alcuni/e compagni/e di conflitti passati, superati attraverso la maggiore conoscenza reciproca e il dialogo.

GENEROSITÀ. Per concludere, si può quindi registrare un livello di generosità altissimo sia nel raccontarsi nella propria unicità, sia soprattutto nel restituire all’altro/a, aldilà delle aspettative di questo primo incontro, anche alla luce del fatto che nel gruppo il formatore era un estraneo. Lo scambio comunicativo nella fase del gioco finale è stato ricco, energico, quasi inarrestabile a momenti.

Stimoli mediatici conclusivi

* Un estratto video di cinque minuti da un episodio della serie televisiva Sense8, rappresentazione in chiave fantascientifica dell’empatia come arma contro i pregiudizi.

Uno dei protagonisti dice all’amica:

“Per me è stato molto importante quello che mi hai detto. Avevo proprio bisogno di sentirmelo dire.”

* Un testo recitato. Ecco l’estratto finale, che ben rappresenta l’invito verso il prossimo laboratorio: La Mappa della Diversità.

Imparare da persone differenti da noi ci aiuta a pensare in modo differente. Se valorizziamo la diversità, possiamo espandere enormemente le possibilità di scelta nella nostra vita, possiamo cambiare per crescere. Noi cambiamo quando entriamo in contatto con qualcosa di nuovo e non conosciuto e cerchiamo la saggezza sconosciuta. Ne troveremo molta e ci arricchirà.

Matteo Ricci Ugatti

matteoricci.madrid@gmail.com

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One thought on “IONOI – Aprendo le Finestre

  1. […] incontro si è aperto con un dialogo per verificare l’esperienza vissuta nel primo laboratorio, Aprendo le Finestre. Si è così voluta ribadire l’importanza dell’empatia per accogliere i vissuti delle altre […]

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