Serve il coraggio di tutt*

Lascia un commento

22 ottobre 2015 di matteoricciugatti

Parla il castelnovese Matteo Ricci Ugatti che sta lottando per la trascrizione anche in Italia del suo matrimonio contratto a Madrid: “Per ora non è stato annullato ma è importante parlare e confrontarsi”.

Ripubblichiamo l’articolo di Benedetto Marchese su Cittadellaspezia.com

“Non è solo colpa della politica, per le unioni civili serve il coraggio di tutti”

ConvegnoUAARCastelnuovo

Val di Magra – Con il Governo ancora diviso sull’approvazione della legge sulle unioni civili e la Cei irremovibile sulle proprie posizioni, ieri dal Festival del Cinema di Roma è arrivato un punto di vista differente con la proiezione del film “Freeheld” che racconta l’amore fra due donne nella provincia americana. Al fianco di Julienne Moore nella pellicola c’è Ellen Page, attrice che meno di un anno fa fece coming out e che proprio dalla Capitale ha auspicato che il film possa contribuire a favorire un dibattito costruttivo anche in Italia.

Un tema dunque di strettissima attualità, affrontato nei giorni scorsi anche in Val di Magra con il convegno promosso dallo UAAR La Spezia sui matrimoni fra persone dello stesso sesso, al quale ha preso parte anche il 38enne Matteo Ricci Ugatti, originario di Castelnuovo Magra ma residente a Madrid dove da più di un anno è sposato con César.
Una storia d’amore come tante al di fuori dei nostri confini ma destinata a scontrarsi qui con discutibili procedure legali e burocratiche. Dopo le nozze di luglio infatti Ricci in ottobre aveva contattato il sindaco Montebello trovando piena disponibilità per la trascrizione del matrimonio poi avvenuta a gennaio.

Nell’agosto scorso però tramite l’ambasciata italiana aveva ricevuto la documentazione sull’avvio del ricorso per la cancellazione della trascrizione da parte della Procura.

“Inizialmente non si è presentato nessuno – racconta a CDS – mentre io sono arrivato all’udienza volutamente senza avvocato, non voglio spendere soldi per una battaglia di principio, preferisco parlare con la gente e portare la mia testimonianza. È stato fatto anche un errore in quanto avrebbero dovuto convocare anche mio marito César. Per quanto mi riguarda ho lasciato la parte formale opponendomi al ricorso, vedremo il da farsi quando sarà convocato anche lui. Il Prefetto non si è mosso – aggiunge – per il momento la trascrizione non è annullata. Nessun tribunale ha ancora dato un parere e il primo sarà importante perché il risultato influenzerà tutti gli altri quindi ogni singolo caso come il mio può essere importante. Ovviamente non è facile metterci la faccia – osserva – anche perché il percorso è lunghissimo e comporta una battaglia legale molto dispendiosa che non tutti possono permettersi”. 

Dal canto suo Matteo ha scelto di esporsi in prima persona anche qui nel suo paese di origine. “E’ più facile parlare con le persone ed avere un discorso diretto – spiega – io insegno italiano in Spagna e la maggior parte della gente è convinta che in Italia ci sia già una legge, non è facile spiegare che il nostro Paese è ancora molto indietro rispetto agli altri sotto il profilo dei diritti per le coppie omosessuali”.

Attivista con l’associazione “Orbita Diversa”, nel corso dell’incontro promosso da UAAR ha spiegato anche i motivi del matrimonio contratto nell’estate del 2014. “L’ho fatto anche per comunicare i miei sentimenti al resto del mondo – ribadisce – per rivendicarli in un momento di festa come quello del matrimonio dando una visibilità molto forte a tutte le persone. Ho scelto di ritornare a Castelnuovo parlarne perché è un comune molto più piccolo rispetto a Madrid o a Bologna dove ho abitato a lungo e penso sia utile discuterne anche in una comunità come questa.”

“17 anni fa qui avevo fatto coming out con i miei genitori e in questi giorni mi ha fatto piacere tornare in una situazione molto diversa. La Spagna ha preso una decisione all’avanguardia ma credo che la gente sia buona ovunque e che si tratti solo di comunicare, fare domande e confrontarsi. Come ha sottolineato anche il sindaco c’è bisogno di maggior coraggio da parte degli amministratori ma non è sempre e solo colpa dei politici o di chi amministra, anche le persone – conclude – devono essere più determinate, dobbiamo essere tutti più coraggiosi”.

Lunedì 19 ottobre 2015, BENEDETTO MARCHESE – sarzana@cittadellaspezia.com

GUARDA L’INTERVISTA A LASPEZIAOGGI

LEGGI IL COMUNICATO DI UAAR LA SPEZIA

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: