Il personale è politico

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28 gennaio 2014 di matteoricciugatti

Grazie al laboratorio Queer e Ora (primo dei quattro del progetto Arcigay Noi Cambiamo, Verona, 18-19 gennaio ’14) ho sentito profondamente il valore della formazione alla persona.

Da sette anni propongo, come formatore, incontri e laboratori intensivi che sono stimoli per vivere nuove esperienze personali, di cui fare tesoro nella propria crescita, per rafforzare la propria identità, per essere più consapevoli del proprio percorso, sia quello privato, personale, sia quello pubblico, di attivista.

Partire dalle persone per cambiare la società: mai come in quest’ultima avventura di gruppo ho avvertito intensamente l’urgenza della necessità di proseguire in questa direzione.

6_Consapevolezza

Consapevolezza è una parola un po’ magica che raccoglie un insieme di risorse personali che ci permettono di riconoscere e valorizzare il nostro sentire e condividerlo con le altre persone, costruendo positivamente una collettività più ricca, dove il conflitto che nasce tra le diversità può essere affrontato e superato e crea nuove possibilità, in un’ottica di abbondanza. Più differenze ci sono in un gruppo, più ricchezza è disponibile per crescere tutt* assieme, più benessere personale e collettivo si crea.

Per vivere questo processo sulla propria pelle, è necessaria la generosità delle persone che si mettono in gioco e la capacità di accogliere altri vissuti ed altre emozioni che, se ci fermassimo al pregiudizio, ci provocherebbero confusione, a volte paura, se non addirittura dolore.

Vorrei fare degli esempi di persone che a Verona hanno messo in circolo questo percorso di crescita.

Comincio da Lou, compagn* di avventure e co-formatore in questo laboratorio. Decostruire le norme del genere, che ci indottrinano sin da piccolissimi, attraverso una logica della separazione dal diverso e della vittoria solo a costo della perdita altrui, non è facile. Farlo, come fa Lou, esponendo il suo corpo e la sua autodeterminazione allo sguardo delle altre persone è un’operazione faticosa, a volte lacerante; è tutta la sua vita che muove verso la direzione propositiva, è tutto il suo personale ed emotivo che conduce a definire, scrivendoli, interventi di altissimo livello sulla moltiplicazione arcobaleno dei generi.

Grazie piccol* grande Lou per avermi fatto vivere una nuova opportunità di crescita personale, attivistica e professionale, tutta insieme.

2_Età

Ho sentito davvero l’età psicologica, qualcosa che sfugge all’orologio, quell’energia che esprime la freschezza della gioventù, intesa come opportunità che ciascuno di noi si dà di lasciarsi porte aperte davanti a sé e continuare a cambiare. L’ho sentita entusiasta e passionale nei contributi di Luciano e Luciano, partecipanti così estremamente differenti tra loro, accomunati da una generosità che rompe ogni schema biologico e fornisce un nuovo significato alla parola “giovane”.

E la stessa generosità l’ho incontrata sorprendentemente in diversi partecipanti, che hanno dalla loro anche il vantaggio cronologico. Ragazzi capaci di stupirsi, sorprendersi, destabilizzarsi per crescere sempre migliori. Penso soprattutto a Pietro e a Giulio, con cui ho incrociato sguardi intensi di condivisione, ma ogni persona che si è messa in gioco si è regalata l’opportunità di imparare dalle altre e ha insegnato alle altre.

Tra queste persone, continuo ad ammirare nel corso dei laboratori, con i brividi a fior di pelle, chi – in ogni occasione pubblica – racconta in prima persona la propria sieropositività. Mettendo il proprio corpo a difesa di uno stigma che uccide, facendo del proprio essere più intimo uno scudo contro uno dei pregiudizi più radicati in questa società, un pregiudizio nel quale le paure più profonde si amalgamano con veleno con sessuofobia, omofobia e sessismo.

HIVfobia

Non posso non esprimere pubblicamente l’energia che ho ricevuto dalle “stelline cangianti” Luigi e Marcello, componenti dello staff di formazione, costanti e pazienti nell’accettare una sfida, silenziosi a parole, ma comunicativi con la pancia e con gli occhi. In momenti diversi, presi per mano verso una nuova strada di un percorso condiviso: quelle mani erano tese, esprimevano dubbi e timori, riconoscevano pregiudizi e avevano il coraggio di guardarli in faccia, nominandoli. Ora sono pronte a rilanciarsi in un nuovo ruolo e tutt* assieme siamo parte di un nuovo gruppetto dentro al gruppo, che ha l’onore di poter dare nuovi stimoli, ma continua a essere parte integrante di una comunità che cambia.

Un pensiero speciale lo dedico a Michele e Fabrizio, che hanno saputo abbandonare i propri ruoli associativi in Arcigay, che hanno vissuto e dimostrato quella che è l’idea più alta di comunità: mescolarsi, ascoltare, raccogliere pensieri e sentimenti di un’associazione che ha tante anime quanto ogni attivista che ci lavora dentro. Un’associazione come Arcigay ha bisogno di dirigenti, ma non deve dimenticare le sue origini, creando momenti di gruppo tra pari, utilizzando la struttura del collettivo, riportando al centro della sua azione le persone che rappresenta, perché il personale è politico.

Johari

In questa immagine simbolica il nostro lavoro personale diventa quello di far sì che l’ARENA PUBBLICA di ognun* di noi cresca il più possibile, per essere a disposizione della nostra comunità, per moltiplicare diversità e benessere.

L’esempio delle persone di cui ho raccontato ci dà un’indicazione delle risorse che abbiamo per poter nutrire l’ARENA, questo spazio di scambio e integrazione nelle relazioni.

Prima di tutto possiamo raccontarci, portare fuori dalla ZONA PRIVATA alla ZONA PUBBLICA elementi della nostra identità, per dare sostanza e ricchezza ad ogni definizione. Il valore della visibilità è una forma per regalare alle altre persone un nuovo punto di vista sul mondo. Sappiamo che l’unico modo che esiste per cambiare l’altro è lavorare su noi stess*, con chiarezza e sincerità.

Dall’altro lato, possiamo ascoltare attivamente le altre persone e provare a metterci nella loro pelle, empatizzare. Le nuove prospettive ci daranno elementi anche per ridefinire noi stess*, portando ricchezza dalla nostra ZONA CIECA, invisibile ai nostri occhi, verso la ZONA PUBBLICA. Non abbiamo paura a chiedere se abbiamo dei dubbi, siamo curiosi e accogliamo anche quei “feedback” che riguardano la nostra persona.

6_Pregiudizio

L’accoglienza delle differenze come arricchimento può avvenire solo se sospendiamo il giudizio, solo se non crediamo di sapere già tutto.

Infine, nel gruppo si creano emozioni che a volte erano nascoste a tutti i partecipanti e che, con una specie di magia, possono portare nuova conoscenza direttamente dalla ZONA SCONOSCIUTA all’ARENA collettiva. Le emozioni, riconosciute e comunicate, sono lo strumento più forte per valorizzare le differenze in un gruppo.

Gruppo

L’idea del gruppo ci porta a ridefinire la nostra prospettiva sociale. Vogliamo superare la logica duale, dicotomica, sia quella eteronormativa, in cui l’uomo completa la donna, sia quella del conflitto inteso come una guerra dove uno vince ed uno perde, sia quella della relazione sentimentale basata sulla scarsezza delle risorse, che crea invidia, gelosia, senso di colpa.

La forza del gruppo è centrata sull’unità che si arricchisce verso i molti. Ciascun* è il punto di partenza e di lavoro di se stess* e grazie alle relazioni potenzialmente illimitate può trasformarsi in un qualcosa che è più della somma delle singole persone. Lo facciamo abitualmente nelle relazioni di amicizia, o con i nostri figli, possiamo provare a rivoluzionare l’idea di relazione più generale, basata sul consenso e il rispetto reciproco.

Così attraverso il gruppo costruiamo la nostra comunità arcobaleno, dove ogni persona diventa uno degli infiniti punti di una circonferenza.

Z_ComunitàArcobaleno

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7 thoughts on “Il personale è politico

  1. ofeliaeol ha detto:

    Definitivamente tienes que hacer algo similar para OD 😉

  2. […] Se vuoi leggere la testimonianza sul primo laboratorio “Noi Cambiamo. Queer e Ora” (Vero… […]

  3. […] rielaborare in alcuni momenti di confronto i contenuti e le esperienze delle prime due formazioni (Queer e Ora e Sulla Pelle) e hanno potuto sperimentare un lavoro di riflessione e progetto in piccolo gruppo su […]

  4. […] di formazione. Grazie Lou! Non è un caso che questo testo abbia aperto il primo modulo del primo laboratorio del percorso Noi Cambiamo, che sta portando nuova energia in una rete di persone – attivist* di Arcigay – che […]

  5. […] Laboratorio 1 | Verona, 18-19 gennaio 2014 […]

  6. […] de aventuras y colega en varios talleres de formación, porqué lo utilizamos para abrir el taller Queer e Ora y sintetiza con un lenguaje directo y sencillo todo el esfuerzo que tenemos que hacer para […]

  7. […] per la valorizzazione delle differenze, Orbita Diversa. Ho fatto pace con l’Italia, grazie a varie esperienze di formazione, a una rete di compagni di attivismo e di amicizie che mi hanno fatto riscoprire il lato buono del […]

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